Alla vigilia della Festa della Donna si è tenuto un private event per celebrare la femminilità e le donne lavoratrici con l’esposizione di alcune opere di artiste legate alla figura politica e sociale della donna. Studiano come venga vista e soprattutto fanno un lavoro introspettivo sull’archetipo femminile e sulle grandissime forze che ogni donna ha dentro di sè. Gli archetipi femminili sono teorizzati molto bene da J.S. Bolen in “Le dee dentro la donna”.
Il 16 maggio 2025 la mostra si amplia e sposta a Firenze per un mese con nuove opere.
Megan Baker (UK 1996) esplora nei suoi colour studies momenti di quiete nella natura, catturando una sensazione di conforto nella solitudine dove la vastità del paesaggio ci rende consapevoli del nostro stato contenuto come esseri umani. Dispiegandosi attraverso strati di impasto, i dipinti ad olio di Megan Baker suggeriscono uno stato dell’essere in continua evoluzione, dove figure frammentate e gestuali sono continuamente interrotte dall’immediatezza della pittura. Concentrandosi sulla fisicità del mezzo stesso, la pratica di Baker è incentrata sul modo in cui il tempo può essere vissuto attraverso la pittura, poiché la percezione del tempo cambia e si evolve man mano che si è assorbiti dalla ricerca e dalla scoperta del successivo dettaglio nascosto elaborando i dipinti barocchi del 1700 veneziano e francese.
Débora Delmar
(Mexico 1986) nel suo lavoro indaga gli effetti della globalizzazione sulla vita quotidiana in relazione alla cultura del consumo e alla società. Si concentra particolarmente sulle conseguenze sociali, come le questioni di classe, l’egemonia culturale e la gentrificazione. Liberty è una serie di lavori sulla cultura e società del paese ospitante, l’Inghilterra. Dopo avere studiato per i papers per ottenere la cittadinanza inglese, elabora questa serie di lavori sul Liberty of London e sulla rosa Tudor, analizzando anche il costo della vita.
Claudia di Francesco
(ITA 1992) La sua ricerca artistica si attua mediante un processo di sperimentazione minuziosa e alchemica. L’artista attraverso un iter evocativo, quasi ritualistico, chiama a sé ricordi e suggestioni, appartenenti a quel modo liminale che separa l’inconscio personale dal vissuto collettivo. Attraverso paesaggi onirici che richiamano i sogni o le creature incredibili di Hyeronimus Bosh e gli stessi giardini e creature fantastiche che li abitano. La flora e la fauna si intrecciano così senza fine e distinzione.
Guadalupe Gueillen
(ARG 1987) attraverso il suo linguaggio visivo fatto di segmenti di corpi, posture, imperfezioni, dettagli e soprattutto tessuti riesce a raccontare la femminilità e le sue mille sfaccettature. Racconta, osserva, studia la figura femminile senza giudizio, critica o venerazione, ma per quello che è veramente. Le sue suggestioni leggere sono continue sperimentazioni che coinvolgono una varietà di materiali diversi. Una tecnica che combina pastelli, matite, colori acrilici con altri materiali comuni come carta, pezzi di plastica, pluriball, tessuti e filo. Il risultato è la sua pittura e il suo mondo artistico che rielaborano il rapporto tra donne e tra sorelle gemelle. Le sue tecniche originali e il suo linguaggio evocativo, potente e personale, raccontano una storia silenziosa in un mondo senza tempo.
Cleo Fariselli (ITA 1982) L’opera a forma di orecchio è in ceramica raku una tecnica giapponese che esalta le “imperfezioni”. Legata alla cultura Zen, in cui la bellezza e l’armonia delle cose semplici viene esaltata, la tecnica Raku nasce per le ciotole della cerimonia del tè. Così come è la donna, apparentemente imperfetta, ma molto forte. La serie di queste opere appaiono a un primo sguardo come concrezioni laviche, o conchiglie fossili il cui interno rivela una superficie cangiante e madreperlacea. Fariselli ha esplorato questa esperienza in un’ottica diversa, indagandone gli aspetti emancipativi e positivi, lavorando sull’archetipo della donna. Nella serie dei Serpenti rielabora così la figura simbolo della Grande Dea, potente precorritrice di tutte le divinità antiche che l’hanno poi scalzata.
Mane Zorraquín
(ARG 1985) con le sue opere avvolge esperienze vissute attorno a un’atmosfera senza tempo, provando una sorpresa come se si fosse osservati per la prima volta, immortalando i dettagli e sottolineando la meraviglia dell’esistenza. La selezione delle opere esposte qui ci consente di viaggiare tra i cieli e sentire l’aroma della terra. Per Mane, la sua produzione è composta da una sinfonia di lavaggi, strati diluiti, saturazione di colori, macchie accoglienti e la leggerezza della carta bianca che contiene l’emotività e l’esperienza dell’artista. Il corpo e i gesti presenti consentono di prendersi delle libertà e l’opera è un mezzo per esprimere ciò che emerge da lei senza condizioni, senza pregiudizi.

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On the eve of Women’s Day, at Maria Paola Bevilacqua there is a private event with her godmother, to celebrate femininity and working women with the exhibition of some works by artists linked to the political and social figure of women. They study how she is seen and above all they do introspective work on the female archetype and on the enormous strengths that every woman has within herself. Female archetypes are theorized very well by J.S. Bolen in “The goddesses inside the woman”.
The works of Megan Baker (1996) explore moments of stillness in nature, capturing a feeling of comfort in solitude where the vastness of the landscape makes us aware of our contained state as human beings. Unfolding through layers of impasto, Megan Baker’s oil paintings suggest an ever-evolving state of being, where fragmented, gestural figures are continually interrupted by the immediacy of paint. Focusing on the physicality of the medium itself, Baker’s practice centers on how time can be experienced through painting, as one’s perception of time changes and evolves as one becomes absorbed in the search for and discovery of the next hidden detail.
Débora Delmar (1986) in her work investigates the effects of globalization on daily life in relation to consumer culture and society. It particularly focuses on social consequences, such as class issues, cultural hegemony and gentrification. Liberty is a series of works on the culture and society of the country, England with the Liberty of London and the Tudor rose, which hosted it, analyzing the cost of living.
Claudia di Francesco (1992) Her artistic research is carried out through a process of meticulous and alchemical experimentation. Through an evocative, almost ritualistic process, the artist calls upon memories and suggestions, belonging to that liminal way that separates the personal unconscious from the collective experience. Dreamlike landscapes that recall the dreams or incredible creatures of Hyeronimus Bosh and the gardens themselves.
Cleo Fariselli (1982) The ear is made of raku ceramic, a Japanese technique that enhances “imperfections”. Closely linked to Zen culture, in which the beauty and harmony of simple things is exalted, the Raku technique was created for the bowls of the tea ceremony. Just as the woman is, apparently imperfect. But very strong. The autobiographical element entrusted to the series of raku ceramics which appear at first glance like lava concretions, or fossil shells whose interior reveals an iridescent and mother-of-pearl surface. Her pregnancy and childbirth were the starting points as transformative experiences not only on a physical and personal level, but also conceptually and philosophically. Fariselli explored this experience from a different perspective, investigating its emancipatory and positive aspects, working on the archetype of women.
Mane Zorraquín (1985) artworks wrap lived experiences around a timeless atmosphere, experiencing surprise as if being observed for the first time, immortalizing details and underlining the wonder of existence. The land that was once honored, now its scent remains. The selection of works exhibited here allows us to travel through the skies and smell the aroma of the earth. For Mane, his production is composed of a symphony of washes, diluted layers, color saturation, welcoming stains and the lightness of white paper that contains the artist’s emotion and experience. The body and the present gestures allow one to take liberties and the work is a means to express what emerges from her without conditions, without prejudice.















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